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Bianco
essenza del nulla, contenitore del tutto

Colore dell’infinito, della purezza, della riflessione.
Colore del vuoto da riempire con pensieri, musica, idee, progetti o con il nulla che esiste.
Un colore da guardare come si ascolta il silenzio:
il suono che non c’è, o che è appena passato.

Il bianco è l’inizio e il ritorno.
Non è vuoto, ma tutto ciò che può ancora accadere.
Come il silenzio prima della musica.
Come la pagina prima della parola.

Riflette le sfumature dell’uomo e della mente,
le tinte mutevoli della natura.
Dà spazio alla luce, alla forma, al respiro.
Permette di comprendere i principi base del costruire:
spazio, volume e materia.

Il bianco come Spazio

Somma e assenza di ogni colore. Immagine di un silenzio carico di significato e respiro. Il bianco è una dimensione che si pone fuori da ogni tempo e da ogni luogo, riuscendo così ad abbracciarli tutti.

Il bianco emerge dalle musiche di Brian Eno e di Beatie Wolfe, che invitano alla meditazione e alla riconnessione con il proprio spirito più profondo. È il Nulla citato da Sant’Agostino, quello che è necessario creare dentro sé stessi per lasciare spazio a Dio e all’infinito.

È, infine, il colore ricorrente a cui si richiamano l’arte concettuale, da Lucio Fontana a Burri, e l’architettura rarefatta di Aires Mateus e Álvaro Siza. Il bianco è una soglia simbolica, il luogo in cui tutto può ancora accadere.

Al concetto di bianco come Spazio si richiama anche la nostra Sala Mostra, attualmente in preparazione, che attraverso la tinta più pura si propone di farsi luogo di accoglienza, aperto, assurgendo così a simbolo della filosofia Domusfalerii.

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Il bianco come Incontro

Tra le mille, affascinanti, contraddizioni del bianco c’è anche la sua capacità di essere, al tempo stesso, silenzio e luogo di incontro: è il bianco infatti il colore che meglio rappresenta la dissoluzione dei confini. Il nostro pensiero va alla fotografia di Hiroshi Sugimoto, rigorosamente in bianco e nero, laddove il bianco è spesso protagonista assoluto. In alcune sue opere il mare è ritratto con esposizioni lunghissime, tanto da dissolvere l’orizzonte in sfumature di bianco e grigio lasciando che cielo e mare si confondano e si aprano verso ciò che è eterno ed etereo. È la stessa ispirazione di “No line on the horizon”, un brano degli U2 che proprio attraverso questa immagine vuole evocare l’infinito.

Ma il bianco è anche il ricordo, come illustra magistralmente Baricco in Oceano Mare. Nello stesso libro troviamo infatti il confronto e il contrasto tra l’atteggiamento del materialista professor Bartleboom, che si propone di definire il punto esatto in cui finisce il mare all’orizzonte (simboleggiando così il suo rifiuto di quello spazio infinito e spirituale che l’Arte da sempre evoca) e il pittore Plasson, che nella sua idealità cerca di catturare l’essenza del mare utilizzando come pigmento solo l’acqua marina. Le sue tele restano quindi bianche, ma di un bianco carico di ricordi. Anche nel design il bianco è prima di tutto luogo di incontro: il bianco accoglie stili, forme, colori, consentendo a ognuno di essi di risaltare e brillare.

Perlé Satin, o della raffinatezza dei bianchi

Bianco e colore non esisterebbero l’uno senza l’altro, così come non potrebbe esistere la musica senza il silenzio. Non è quindi un caso che il nostro design, che da sempre celebra il colore, proponga con forza anche la fascinazione del bianco. Se il colore ravviva, il bianco porta con sé il soffio dell’eternità. In questo dialogo e in questa dicotomia ogni oggetto assume un nuovo spessore simbolico e un nuovo significato.

Quando il bianco cessa di essere Idea e si fa Tinta, poi, si apre un nuovo mondo da esplorare. Il bianco può farsi accecante o delicato, freddo o accogliente. Può arricchirsi di sfumature ed effetti pur restando la tinta pura per eccellenza. Il nostro lavoro sul colore ci ha portato, quindi, inevitabilmente anche verso la riflessione su un nuovo bianco che possa incarnare l’ideale di eleganza Domusfalerii.

La complessità di questa esplorazione è inebriante e ci ricorda, una volta di più, come il design possa arricchirsi di opzioni sempre nuove, pur nell’apparente semplicità, quando si è disposti a spogliarsi dell’abitudine.

Abbiamo presentato l’ultimo risultato di questa ricerca nella recente edizione del CERSAIE, a Bologna, sotto forma di una nuova finitura per le nostre ceramiche che abbiamo chiamata Perlé Satin.

Perlé Satin è un bianco arricchito da un delicato effetto perlato; è equilibrato, portatore di una luce raffinata. È l’ultimo passo di un percorso che dal bianco parte e al bianco ritorna, disegnando uno spazio che scopre e propone un respiro ampio, spirituale, nel quale anche le tinte assolute si arricchiscono di senso e si fanno veicolo di emozione.

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